Valore medio delle case: aumento record con diminuzione in vista nei Paesi Bassi

I dati del mercato immobiliare degli ultimi mesi nei Paesi Bassi sono stati inaspettatamente positivi, tanto che anche il WOZ ha raggiunto un valore medio record di 270.000 euro.

Tuttavia, gli esperti di Rabobank prevedono che, a causa della crisi innescata dal Coronavirus, ci saranno cambiamenti nei prossimi due anni per quanto riguarda il valore delle case occupate dai proprietari.

Il WOZ

Nei Paesi Bassi, con l’acronimo WOZ (Waarde Onroerende Zaken) si intende il valore di un immobile che viene determinato dal comune annualmente, prendendo in considerazione i prezzi di vendita, il tipo di casa, le dimensioni e l’ubicazione.

Questo valore viene utilizzato per la dichiarazione dei redditi, per i mutui e per l’importo delle tasse comunali (tassa sugli immobili, tassa sui rifiuti e tassa sulla rete fognaria).

Aumento record del WOZ

Continuando la tendenza degli ultimi cinque anni – dalla fine della crisi del mercato immobiliare – al 1° gennaio 2020 il valore medio dei WOZ era di 270.000 euro, un valore di circa il 9% in più rispetto all’anno precedente, che ha fatto segnare un vero e proprio record.

Come c’era da aspettarsi, nel Randstad si è registrato l’aumento maggiore, con Weesp in prima posizione, dove il valore medio di una casa è aumentato di quasi il 22% (una casa a gennaio costava in media circa 350.000 euro.

Tra le più grandi città olandesi, è stata Rotterdam a vedere un maggior incremento nel WOZ con quasi il 16% (e valore medio delle case a 222.000 euro), seguita da Amsterdam con l’11% (e valore medio delle case a 418.000 euro).

Parlando di province, invece, l’aumento maggiore lo hanno fatto registrare Groningen, con il 12%, e Flevoland con l’11%. Fanalino di coda di questa classifica è stata la provincia Zeeland con il 5%.

Futuro cambio di tendenza?

Se si pensa che il valore WOZ 2020 è aggiornato al 1° gennaio 2020 – perché considera l’anno precedente – e che, quindi, non tiene conto della crisi dovuta al Coronavirus, le probabilità che questo valore diminuisca al 1° gennaio 2021 sono alte.

Probabilità che rispecchierebbero le previsioni degli esperti di Rabobank.

La banca olandese, infatti, prevede che i prezzi per le case occupate dai proprietari diminuiranno l’anno prossimo e saranno ancora minori nel 2022.

Meno richiesta per case occupate dai proprietari…

Se è vero che, nonostante il Coronavirus, i prezzi delle case occupate dai proprietari sono attualmente in aumento, secondo Rabobank l’impatto sul mercato immobiliare sarà visibile dal primo trimestre del prossimo anno.

Il motivo è legato all’instabilità della situazione finanziaria di chi acquista una casa: in particolare, la domanda di abitazioni che saranno poi occupate dai proprietari è in calo.

Non soltanto i giovani – colpiti più di tutti nel mercato del lavoro – ma tutti quelli che stavano pensando di acquistare una casa, al momento stanno cercando di essere più cauti, dato il rischio di perdere il lavoro.

… e meno alloggi in affitto

Un altro motivo, secondo Rabobank, è la diminuzione della domanda di alloggi in affitto.

Dall’inizio della pandemia, infatti, sono sempre meno i turisti, gli expat e gli studenti stranieri.

In particolare, per le ultime due categorie, come sta succedendo nelle altre nazioni europee – vedere il caso di Londra o della stessa Milano – la possibilità di lavorare da casa o di fare lezione online, riduce la necessità di avere una casa in affitto nelle grandi città, meta di molti studenti stranieri ed expat che preferiscono tornare nella propria nazione – quando possibile – e risparmiare.

Due anni di diminuzioni prima del prossimo aumento

Per i prossimi due anni, dunque, la banca prevede meno compravendite di immobili e una riduzione dei prezzi medi rispetto al 2020, con un -0,8% nel 2021 e un -2,6% nel 2022; per tornare di nuovo a crescere dal 2022.