Sussidio NOW: in netto calo le richieste per il secondo pacchetto di aiuti

Tra le misure messe in atto dal governo olandese per arginare gli effetti del Coronavirus sull’economia nazionale, il sussidio NOW – programma creato come incentivo per le aziende a licenziare il minor numero di dipendenti possibili – è stato quello più utilizzato, tuttavia i dati raccolti sulle aziende nei Paesi Bassi mostrano come sia calato l’interesse – o la necessità – per questo pacchetto di aiuti governativi.

A richiedere il secondo turno del sostegno salariale (circa 31.000), infatti, è stato meno di un terzo delle aziende che lo avevano fatto all’inizio della crisi (97.000).

Differenze di tempistiche e requisiti

Quando il governo olandese ha realizzato il pacchetto di aiuti governativi NOW, lo ha fatto in risposta alla diffusione del Coronavirus per coprire il periodo che andava da inizio marzo a fine maggio 2020.

Le aziende in quel periodo sono corse ai ripari approfittando di un aiuto concreto, per il quale non erano richiesti requisiti troppo severi.

La nuova versione del NOW – copertura giugno-settembre – prevede condizioni più severe per aver accesso al sussidio, ma permette alle aziende di avere più tempo per richiederlo – dal 6 luglio al 31 agosto.

Per questa seconda versione le aziende che scelgono di utilizzare il NOW potrebbero non pagare dividendi o bonus nel corso di quest’anno, ma possono decidere di licenziare dipendenti (utilizzando e rimborsando meno denaro).

Numeri a confronto

A marzo, dopo la prima settimana di NOW, le aziende ad aver richiesto il pacchetto erano 80.000, ben quattro volte quanto successo dopo la prima settimana del secondo turno, con “sole” 21.000 aziende.

A quasi tre settimane dall’inizio del secondo turno di NOW, invece, le aziende ad aver fatto richiesta sono poco meno di 31.000, un terzo rispetto alle 97.000 aziende ad aver fatto richiesta dopo lo stesso periodo a marzo.

Economia in (lenta) ripresa

Per giustificare questo netto calo nei numeri, si può prendere in considerazione che a marzo la crisi legata al Coronavirus era appena agli inizi e tante aziende avevano necessità, e interesse, nel pacchetto NOW. Oggi, invece, ci sono sempre più settori che iniziano a ripartire, permettendo all’economia di tornare a girare.

Le aziende adesso, avendo un tempo abbastanza lungo per farlo, possono decidere di posticipare la domanda, monitorando la ripresa dell’economia per decidere se richiedere il NOW o meno.