Nuovo accordo sulle pensioni olandesi: più flessibili e su misura dal 2026

Sono giorni critici per la riforma sulle pensioni nei Paesi Bassi, dove, dopo 10 anni di discussioni e tira e molla si è raggiunto finalmente un accordo di massima tra Governo, sindacati e datori di lavoro.

Dopo la fumata bianca, arrivata lo scorso venerdì in seguito a un’ulteriore consultazione con il Ministero degli affari sociali e dell’occupazione, ora si aspetta il via libera dei sindacati (alle prese con le votazioni interne sull’argomento) che, tuttavia, potrebbe tardare ad arrivare.

Nuove pensioni ed età pensionabile

Mentre il nuovo sistema pensionistico dovrebbe entrare in vigore dal 2026, nei prossimi anni ci saranno già i primi cambiamenti a riguardo dell’età pensionabile statale.

Per il 2020 e il 2021 questa rimarrà a 66 anni e 4 mesi, per poi aumentare gradualmente fino ad arrivare a 67 anni nel 2024.

Dopo questa data, l’età pensionabile statale sarà collegata all’aspettativa di vita.

Coronavirus e pensioni

Con l’accordo sul nuovo sistema pensionistico e il momento delicato in cui viviamo, il ministro Wouter Koolmees è pronto ad allentare la corda sulle attuali regole sulle pensioni.

L’idea, quindi, è quella di posticipare (per la seconda volta di fila) gli “sconti pensionistici” di quest’anno per i fondi pensione con finanziamento maggiore del 90%, evitando una riduzione delle pensioni a causa dei bassi tassi di interesse.*

Già, perché il Coronavirus ha fatto sì che anche i rapporti di finanziamento dei fondi pensione siano crollati – i fondi hanno, in questo momento, meno denaro cash di quanto non ne abbiano in obbligazioni.

Parola d’ordine: flessibilità

Secondo il ministro Wouter Koolmees con questo nuovo accordo “il sistema diventa più trasparente e personale, riflettendo meglio gli sviluppi nella società e nel mercato del lavoro”.

Una flessibilità che è data dal fatto che non verranno più fatte promesse sul livello delle pensioni, ma che il pagamento seguirà gli sviluppi della Borsa, per cui all’aumentare o al diminuire dei tassi, aumenteranno o diminuiranno anche le pensioni.

Con la flessibilità, l’uso di indici di finanziamento e interessi attuariali avrà fine.

Questo, afferma Koolmees, permetterà di “indicizzare più velocemente se le cose stanno andando bene economicamente”.

E se le cose andassero male?

Presa in considerazione, ovviamente, l’ipotesi di andamenti negativi, nel nuovo accordo sulle pensioni si parla di riduzioni che, tuttavia, non saranno violente, grazie alle “valvole di sicurezza” economiche integrate nel nuovo sistema.

Parola ai sindacati e rischio slittamento

Nonostante l’accordo di massima sia stato raggiunto, ci sono ancora dei dubbi tra i sindacati.

De Unie (affiliata al sindacato VCP), per esempio, si dice soddisfatta del nuovo accordo, ma sottolinea come non si possa dire di sì a “un documento di sole 5 pagine dopo 10 anni di trattative”.

Di parere opposto, invece, FNV che afferma come, nonostante siano effettivamente 5 le pagine rese pubbliche, ci siano numerosi documenti con informazioni a sufficienza per poter decidere.

Decisione che rischia di slittare di almeno una settimana, visto che lo stesso FNV ha rivelato che i propri membri vorrebbero una sessione informativa prima della votazione,innescando così un effetto domino che farebbe saltare la discussione dell’accordo presso il Consiglio dei ministri prevista questo venerdì.

*Il rapporto di finanziamento medio dei fondi pensione è attualmente attorno al limite del 90%.