Numero di fallimenti nei Paesi Bassi: nei primi sei mesi il 2020 come il 2019

Strano a dirsi, ma dati alla mano, i primi sei mesi del 2020 mostrano che il numero di aziende di dichiarate fallite è rimasto lo stesso del 2019 nonostante il Coronavirus.

Il numero di società in bancarotta nella prima metà di quest’anno (1.633), infatti, è lo stesso identico numero dei primi sei mesi dello scorso anno.

A far registrare i valori più alti sono i settori del commercio, della ristorazione e dell’edilizia, tuttavia questi sono anche i settori con il più alto numero di aziende.

Premesso che possono esserci svariate cause dietro a un fallimento aziendale, erano previsti maggiori fallimenti, soprattutto tra le aziende che aveva già grossi problemi prima della crisi.

L’influenza delle misure governative e dei tribunali

Ma qual è il motivo di un numero, relativamente, basso di fallimenti?

Per Peter Hein van Mulligen uno dei motivi dietro il basso numero di fallimenti di questi primi sei mesi, nonostante il Coronavirus, è probabilmente legato alle misure messe in atto dal governo olandese che, attraverso gli aiuti alle imprese, ha evitato molte situazioni di bancarotta.

Ma se la crisi continua e gli affari e il fatturato non si riprendono il destino di molte aziende è comunque segnato.

C’è poi da considerare un altro importante fattore: il ritardo dei tribunali.

Il sistema olandese, al momento, impiega più tempo per dichiarare un fallimento – in media 4 o 6 settimane – portando a un ritardo nei numeri ufficiali dei fallimenti, tanto che le aziende dichiarate fallite a giugno spesso hanno iniziato il procedimento ad aprile.

Non solo ritardi, i tribunali in questo periodo sono più moderati nel dichiarare una bancarotta. In particolare, si opterà per non dichiarare un fallimento in casi in cui la società era in una situazione positiva prima del Coronavirus.

Dove sono gli effetti del Coronavirus?

La domanda sorge spontanea se si osservano le 355 aziende (società e imprese individuali) fallite ad aprile e la successiva diminuzione che ha visto 298 fallimenti a maggio e 264 a giugno.

Vero, il numero diminuisce, ma questo non significa che il Coronavirus non abbia avuto effetto.

Il settore Horeca, per esempio, non vede ancora crescere il numero di fallimenti, eppure gli effetti della crisi sono abbastanza evidenti non solo per gli addetti ai lavori.

Molto probabilmente, guadando al passato, è solo questione di tempo prima di vedere le conseguenze economiche della crisi dovuta al Coronavirus, basti pensare alle crisi economiche degli ultimi 15 anni, in cui l’aumento di fallimenti e disoccupazione è arrivato ​​almeno un paio di anni più tardi.