La bolla dei tulipani: storia della bolla speculativa olandese del XVII secolo

Negli ultimi 400 anni lo stereotipo dei Paesi Bassi è una grossa pianura sotto il livello del mare, coperta di tulipani, piena zeppa di mulini a vento e formaggio.

Sebbene siano tante altre le cose che potremmo aggiungere, gli elementi citati sopra sono stati, e sono tuttora, fortemente connessi alla vita olandese… e all’economia nazionale: in particolare i tulipani.

La passione olandese per i tulipani e il mercato

Quello che oggi è un simbolo nazionale, fu introdotto nei Paesi Bassi intorno alla fine del 1500 dalla Turchia.

I tulipani, in breve tempo, diventarono particolarmente apprezzati dagli olandesi, in particolare dalle famiglie più ricche, che trasformarono questo fiore in un vero status symbol, grazie anche alle innumerevoli varianti di forma e colore proprie dei tulipani.

Ecco quindi che, in breve tempo, iniziò un vero e proprio mercato fiorente che, un po’ alla volta, si allargò a tutta la popolazione olandese.

Va ricordato come nei Paesi Bassi, proprio nello stesso periodo a inizio del 1600, grazie all’istituzione della Compagnia Olandese delle Indie Orientali (VOC) era stata inventata anche la prima Borsa moderna, in cui i mercanti e gli uomini d’affari dell’epoca colsero al volo l’opportunità – servita loro su un piatto d’argento – di arricchirsi grazie al commercio di tulipani.

Il bulbo di tulipano: un nuovo bene durevole

Nonostante si trattasse di fiori, oltretutto fragili, i tulipani, o meglio i loro bulbi, iniziarono a essere venduti come beni durevoli.

Al contrario di semi e germogli (che impiegano dai 7 ai 12 anni per trasformarsi in bulbo e fiorire) un bulbo già formato può fiorire ogni anno, e può dare fiori per molti anni.

Di conseguenza, con l’aumento della richiesta di questi fiori furono in molti a vedere nel bulbo di tulipano, piuttosto che nei semi, una fonte di profitto sicura.

Come ogni prodotto in vendita, anche i tulipani avevano delle fasce di prezzo a seconda della categoria di appartenenza.

Queste fasce di prezzo rispecchiavano 4 grossi gruppi:

●     i più comuni ed economici erano i tulipani a tinta unita (Couleren);

●     i meno comuni erano i tulipani multicolore rosa (Rosen) con strisce bianche su sfondo rosso o rosa, e i tulipani multicolore viola (Violetten) con striature bianche su sfondo viola o lilla;

●     i più rari erano i tulipani Bizarden, con strisce gialle o bianche su uno sfondo rosso, marrone o viola; una cromia dovuta a un particolare virus delle piante*.

La rarità e il lungo tempo necessario per avere questi fiori hanno giocato un ruolo fondamentale, aumentandone la richiesta e, di conseguenza, il prezzo.

La compravendita dei bulbi di tulipano e i contratti a termine  

In breve tempo i bulbi di tulipano divennero il quarto prodotto di esportazione dei Paesi Bassi dopo gin, aringhe e formaggio, e il loro prezzo aumentò vertiginosamente.

La loro richiesta era così elevata e costante da essere stati inseriti nelle Borse di Amsterdam, Rotterdam, Haarlem e di altre città olandesi, e da lasciar pensare che il prezzo non potesse che continuare a salire.

Tulpenmanie

Una nazione intera era letteralmente impazzita per i tulipani (Tulpenmanie o Tulip Mania), non solo ricchi e mercanti, ma anche le classi più povere, che vedevano nella compravendita dei tulipani un modo per migliorare la propria situazione.

In molti iniziarono a comprare bulbi, o meglio a siglare contratti per acquisti futuri – perché i bulbi passavano di mano tra giugno e settembre, momento in cui potevano essere rimossi dal terreno, mentre negli altri periodi si firmavano contratti per acquisti futuri – arrivando addirittura a vendere la propria casa, dato che i prezzi dei bulbi di tulipano, nel periodo di massima richiesta, diventarono totalmente incontrollabili – il record è la vendita di un bulbo per 6.000 fiorini, contro uno stipendio annuale di un lavoratore medio di circa 150 fiorini.

Non si trattava più di acquistare un bene, ma di fare speculazione, traendone il maggior profitto possibile senza mai davvero entrare in possesso del bulbo in sé – alcuni registri parlano di bulbi venduti 10 volte nello stesso giorno.

Insomma: una bolla speculativa bella e buona che si avviava a esplodere.

L’esplosione della bolla dei tulipani

Il 3 febbraio del 1637, presso la Borsa di Haarlem, la bolla dei tulipani scoppiò quando non si presentarono acquirenti per comprare i bulbi.

Da quel momento il prezzo scese drasticamente così come la richiesta.

Era la fine di una mania collettiva, il “mercato del vento” come chiamato dagli olandesi, che costrinse il governo dei Paesi Bassi a intervenire annullando molti dei contratti, e riducendo gli altri a un indennizzo massimo del 10% del prezzo prestabilito.

Racconto Vs Storia

È molto probabile che la bolla dei tulipani sia una delle prime bolle speculative della storia, tuttavia, come succede spesso, bisogna fare distinzioni tra storia e racconto

Quello che è certo è che il crollo dei prezzi ci fu, ma fu dovuto anche alla peste che in quegli anni (in particolare ad Haarlem durante il febbraio 1637) iniziò a fare vittime nel territorio olandese.

È anche vero che, sicuramente, non tutta la popolazione fosse in preda a questa mania, ma ci furono persone che guadagnarono, o persero, una fortuna con i bulbi di tulipani.

Economisti e storici discutono ancora oggi su come siano andate davvero le cose, ma tutti sono d’accordo sul fatto che alcuni aspetti siano stati esagerati – anche in Extraordinary Popular Delusions and the Madness of Crowds di Charles Mackay (il testo più popolare sull’argomento).

In particolare, si pensa che molto di quanto tramandato negli anni, più sotto forma di racconti che di storia vera e propria, sia dovuto calvinismo olandese dell’epoca che esagerò le proporzioni della bolla dei tulipani, in quanto perfetto esempio di rovina economica dovuta al consumismo, che avrebbe portato al decadimento della società.

 

*Come si è scoperto solo in seguito, i tulipani appartenenti alla categoria Bizarden devono la loro particolare colorazione a un virus del mosaico che ne rompe la struttura cromatica dei petali in due – oltre alla colorazione, questo virus allungava i tempi di formazione dei bulbi dai semi e dai germogli.