Investimenti più sicuri in compagnie green ed energia rinnovabile?

Negli ultimi anni, date le politiche internazionali sul clima, abbiamo visto un boom di compagnie ecofriendly che fanno business riducendo al minimo l’utilizzo di combustibili fossili.

Un trend in crescita che in questo momento di crisi, dovuta al Coronavirus, sembra ricevere un’ulteriore spinta.

La pandemia ha portato a un minore utilizzo dei mezzi di trasporto a livello mondiale, riducendo così la richiesta di petrolio e, di conseguenza, facendone crollare il prezzo – che ha toccato i minimi storici.

In questo periodo, infatti, il valore degli investimenti in combustibili fossili (come petrolio, carbone e gas) ha subito una drastica diminuzione se paragonato a quello degli investimenti in combustibili non fossili ed energie rinnovabili.

Gli investimenti in energie rinnovabili rendono di più alla lunga?

Secondo uno studio dell’università di Oxford, a cui hanno partecipato Joseph Stiglitz e Nicolas Stern – tra i più noti economisti climatici del mondo – sembra che la risposta sia: “sì, gli investimenti in energie rinnovabili rendono di più“.

Lo studio, effettuato su oltre 700 incentivi in decine di nazioni, mostra grosse differenze tra chi ha investito sul clima e chi no.

Al contrario degli investimenti classici (non su fonti sostenibili) – come quelli effettuati per lo più dopo la crisi del 2008 – lo studio mostra come gli investimenti nelle energie rinnovabili, e nelle infrastrutture ecofriendly, abbiano prodotto più posti di lavoro, maggiori profitti e maggiori risparmi sui costi nel lungo periodo.

Settori con maggiori emissioni di CO2 sono più precari?

Se, in un certo senso, lo studio suggerisce che i lavori in settori con maggiore produzione di CO2 siano settori in cui i posti di lavoro siano più a rischio, siamo tuttavia ben lontani da un mondo senza combustibili fossili, e il prezzo di petrolio, gas e altre energie non rinnovabili tornerà presto a salire.

Allo stesso tempo, però, negli ultimi mesi la banca HSBC ha studiato il fenomeno, osservando come, in questo momento di crisi, le compagnie green rimangono tra le migliori in borsa dalla fine di dicembre a oggi.

Queste, infatti, sono realtà che ottengono buoni risultati in termini di responsabilità aziendale e che hanno già una politica climatica, permettendo loro di subire meno gli effetti della crisi.

Pensioni ecofriendly?

E se, oltre alle aziende, anche i fondi pensione iniziassero a investire in energia sostenibile?

Oggi più che mai, a causa del Coronavirus, delle politiche sul clima e dell’instabilità del mercato del petrolio, sono molti nei Paesi Bassi a chiedere ai propri fondi pensionistici di fare investimenti a lungo termine in energia sostenibile, così da mettere al sicuro il proprio futuro.

Nei Paesi Bassi, dalla fine dello scorso anno, il valore degli investimenti dei fondi pensione dei dipendenti pubblici nei combustibili fossili è diminuito del 44%, mentre il valore del resto del portafoglio è diminuito solo del 26% – come visto per il fondo pensione Zorg en Welzijn (PFZW) e per ABP (la cassa pensione per governo e istruzione).

Verso un futuro più verde?

Un po’ come successo qualche anno fa per gli Stati Uniti – con gli investimenti in energia alternativa (in particolare quella solare ed eolica) – la crisi di oggi offre prospettive per investimenti più verdi.

Dalle aziende ai fondi pensionistici, infatti, gli investimenti sulle energie rinnovabili possono essere una garanzia se si pensa che nei Paesi Bassi il consumo di energia rinnovabile, attualmente all’8,6%, dovrà raggiungere il 14% del totale entro la fine del 2020 (obiettivo difficile da raggiungere) e crescere ulteriormente nei prossimi 10 anni.