I Paesi Bassi e l’indipendenza degli Stati Uniti d’America

Continuando con i consueti appuntamenti del fine settimana su aneddoti di storia olandese, mi sembrava giusto porre la luce dei riflettori sull’indipendenza americana – che si festeggia in questi giorni – e sul contributo importante fornito oltre due secoli fa dai Paesi Bassi, non solo con l’instaurazione delle prime colonie.

Il primo saluto alla bandiera americana a Sint Eustatius

Uno dei momenti che ha segnato la nascita degli Stati Uniti d’America è stato il 16 novembre del 1776.

In quel giorno il brigantino Andrew Doria, che batteva la neonata bandiera americana, arrivò nei pressi dell’isola di Sint Eustatius (Sant’Eustachio), colonia olandese nel Mar dei Caraibi*, e ricevette il fuoco di saluto da parte dei cannoni di Fort Oranje – di proprietà della Compagnia olandese delle Indie Occidentali (WIC o GWC).

Alle 13 cannonate della nave (in rappresentanza delle 13 colonie americane) il governatore Johannes de Graaff – senza approvazione del governo olandese – fece rispondere con 11 colpi di cannone** riconoscendo ufficialmente, per la prima volta nella storia, i neonati Stati Uniti d’America.

Il commercio più importante degli ideali

Seppur senza approvazione ufficiale, il saluto alla bandiera americana non fu un caso. Sint Eustatius, infatti, era il luogo in cui i “ribelli” americani si rifornivano di ingenti quantità di polvere da sparo dai mercanti olandesi.

Tuttavia, gli scambi tra olandesi e americani non erano guidati dalla condivisione degli ideali, quanto più dall’interesse dei commercianti olandesi, che avevano bisogno di maggiori profitti dato il declino dell’economia della Repubblica delle Sette Province Unite.

E così, vista la necessità degli americani di rifornirsi di polvere da sparo, i commercianti olandesi, in particolare quelli di Amsterdam, aprirono a ogni mercato redditizio che riuscirono a trovare, senza curarsi delle situazioni geopolitiche – la Repubblica delle Sette Province Unite all’epoca era, infatti, alleata della Gran Bretagna, il nemico americano numero uno, e questo portò alla Quarta Guerra anglo-olandese, ponendo le basi per la Prima Rivoluzione batava.

Un prestito da 5 milioni di fiorini per gli Stati Uniti

Questa apertura dei mercanti della WIC, e la carenza di fondi per le spese belliche, portò presto gli americani a decidere di chiedere aiuto ai banchieri di Amsterdam, il centro finanziario del mondo.

Fu proprio in quegli anni che John Adams – uno dei padri fondatori degli Stati Uniti, che sarebbe diventato il secondo presidente americano nel 1794 – visitò Amsterdam.

Durante il suo viaggio il diplomatico americano riuscì a essere accolto dai banchieri di Amsterdam, ai quali chiese un prestito di 5 milioni di fiorini.

Prestito concessogli dai banchieri Nicolaas van Staphorst e Wilhelm Willink, che fece degli olandesi gli unici responsabili del finanziamento del debito nazionale americano fino alla fine del 1700 – online potete trovare la miniserie su Adams realizzata da HBO con Paul Giamatti, in cui si vede una scena con la richiesta di prestito ai banchieri di Amsterdam.

A L’Aia la prima ambasciata statunitense della storia

Proprio la missione diplomatica di John Adams portò gli Stati Generali olandesi a riconoscere gli Stati Uniti d’America come governo indipendente il 19 aprile 1782.

Data la sua missione, Adams si presentò agli Stati Generali con la carica – concessagli per l’occasione – di ambasciatore degli Stati Uniti d’America, cosa che lo rese il primo ambasciatore americano della storia.

La casa che John Adams acquistò a L’Aia durante il soggiorno nella Repubblica delle Sette Province Unite divenne, di fatto, la prima ambasciata di proprietà americana in terra straniera.

Le basi per un futuro di accordi tra Stati Uniti e Paesi Bassi

Sempre nel 1782, a ottobre, Adams strinse il trattato di amicizia e commercio con la Repubblica delle Sette Province Unite – dopo quello stretto con la Francia qualche anno prima – siglando l’inizio di una lunga e fruttuosa alleanza ancora in essere.

* attualmente l’isola fa parte delle Isole BES (Paesi Bassi Caraibici) assieme a Bonaire e Saba.

** il protocollo internazionale prevedeva due colpi in meno per riconoscere una bandiera sovrana