Gli olandesi e la fondazione di New York e della democrazia delle colonie

Nelle scorse settimane vi ho proposto qualche piccola pillola di storia olandese legata, soprattutto, alla Compagnia delle Indie Orientali (VOC) con l’istituzione della prima multinazionale e della Borsa di Amsterdam (per non parlare della bolla economica dei tulipani), tuttavia dal punto di vista commerciale ed economico, la Compagnia olandese delle Indie Occidentali (WIC o GWC) non è stata affatto da meno, soprattutto se si pensa all’influenza che questa ha avuto per gli Stati Uniti.

In particolare, questo filo che collega i Paesi Bassi agli Stati Uniti, parte dalla fondazione di New York e del suo governo democratico nel XVII secolo.

I primi passi olandesi in America: Nieuw Amsterdam

Come è noto, infatti, New York nacque come colonia olandese con il nome di Nieuw Amsterdam nel 1625.

Un insediamento che la WIC decise di realizzare dopo che l’esploratore inglese Henry Hudson (all’epoca sul libro paga della WIC) riportò una descrizione dettagliata dell’area. Un’area che la compagnia olandese reputò perfetta per diventare un centro di scambi commerciali.

Nieuw Amsterdam si distinse sin da subito dalle altre colonie vicine perché, per quanto fosse un insediamento olandese, non era altro che un grosso mercato – si pensi, per esempio, che la prima chiesa fu costruita nel 1642, quasi 20 anni dopo la fondazione della colonia – un posto interessante per i mercanti e per gli uomini d’affari, ma non per i cittadini olandesi che vivevano al di là dell’Atlantico.

La carenza di cittadini olandesi fece sì che Nieuw Amsterdam fosse abitata da gente proveniente da tutta Europa – un documento dell’epoca parla di oltre 18 lingue parlate nella colonia – tanto da diventare, in breve tempo, un punto cruciale per le rotte commerciali transatlantiche.

Sostenitori della tolleranza

Gli olandesi portarono nel Nuovo Mondo il principio di tolleranza, già visto in patria, in particolare quando si parlava di religione.

Nieuw Amsterdam e tutta l’area della Nieuw Nederland erano, infatti, un rifugio sicuro per coloro che volevano essere liberi di praticare la propria religione – eccezion fatta per il periodo di governo di Peter Stuyvesant.

Tolleranza che venne vista di buon occhio da chiunque cercasse di sfuggire ai confini della società puritana, così, in poco tempo, sempre più coloni si trasferirono nella zona dalle regioni del New England (Boston e Rhode Island).

Come conseguenza, la colonia – la cui popolazione passò da 270 abitanti nel 1632 a circa 9.000 nel 1665 – fu una delle prime a detenere una società veramente cosmopolita e mista nel Nuovo Mondo, gettando le basi per uno dei principi guida della moderna società americana.

La mano olandese dietro la democrazia americana delle colonie

Quando Peter Stuyvesant – una delle figure storiche più importanti per la colonia – divenne governatore di Nieuw Amsterdam era tecnicamente un dipendente della WIC, creando una situazione mal digerita dai proprietari terrieri multiculturali, specialmente perché presto Stuyvesant iniziò a interferire con i loro diritti di proprietà.

Con Stuyvesant al comando, infatti, la colonia era di fatto sotto il controllo della WIC, e non del governo olandese.

Fu così che nel 1649, sotto la guida del giovane avvocato Adriaen Van der Donck, fu fondato un governo rappresentativo chiamato “Consiglio dei nove”, in cui uomini (e successivamente anche donne) furono scelti per rappresentare i cittadini.

Stuyvesant si rifiutò di ascoltare le petizioni del consiglio, e così Van der Donck e gli altri realizzarono un “disegno di legge” per favorire la libertà economica in cui era incluso il diritto di avere un governo rappresentativo nella Nieuw Nederland: documento che negli anni successivi venne ratificato dagli Stati Generali dei Paesi Bassi.

Con la concessione di questi diritti – che furono trasferiti in seguito al governo inglese della colonia – nacque, di fatto, la prima forma di democrazia americana, di stampo olandese, che rese Nieuw Amsterdam la capostipite della democrazia americana delle colonie.

Oltre 4 secoli di rapporto internazionale

Questa era solo una pillola di storia tra Paesi Bassi e Stati Uniti, ma i due Paesi hanno continuato ad avere uno stretto rapporto nei secoli; si pensi alla famiglia Roosevelt (già importanti proprietari terrieri di Nieuw Amsterdam come Van Rosenvelt), all’indipendenza americana, all’Holland Mania di inizio XX secolo, o alla politica economica dei giorni nostri (con le grosse multinazionali americane con base nei Paesi Bassi) e all’attuale crisi.

Tanti argomenti interessanti che, certamente, avremo modo di discutere nelle prossime settimane.