Contrazione record per l’economia olandese: -8,5% rispetto allo scorso anno

In linea – o quasi – con le ultime previsioni degli analisti di Rabobank che parlavano di contrazione dell’8% nel secondo trimestre, l’attuale contrazione del PIL olandese ha raggiunto l’8,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Un record negativo che il Centraal Bureau voor de Statistiek (CBS) non aveva mai registrato dal 1987 – anno in cui ha iniziato a raccogliere i dati sulla crescita economica olandese – fino a oggi.

Peggio che in altre crisi

I dati raccolti finora mostrano che la situazione è peggiore di quella della crisi finanziaria del 2009 (segnata da un -3,6%), considerata, fino allo scorso trimestre, la contrazione più grande misurata.

Si stima un calo dell’8,5% su base trimestrale e del 9,3% su base annua.

Ma non solo, secondo il capo economista Peter Hein van Mulligen: “Ci sono stati danni colossali all’economia per due trimestri consecutivi con una contrazione totale del 10%. Nemmeno negli anni ’30, abbiamo visto un tale calo”.

L’effetto del blocco sul PIL

Con la paura del Coronavirus da una parte e l’ombra della crisi economica dall’altra, la scelta dei Paesi Bassi in risposta alla pandemia è stata quella di non effettuare un blocco rigido (un vero lockdown), cercando di incidere il meno possibile sull’economia nazionale.

Tuttavia, come sostenuto de Marcel Klok (macroeconomista di ING), nonostante la flessibilità delle misure olandesi rispetto ad altre nazioni europee, il blocco ha avuto i suoi effetti negativi sul PIL: “Negozi e ristoranti sono stati chiusi e questo ha un costo elevato in termini di attività economica”.

La diminuzione della spesa da parte degli olandesi ha impattato su più della metà del calo del prodotto interno lordo nel secondo trimestre 2020, periodo in cui i consumatori hanno speso il 10,4% in meno rispetto a gennaio, febbraio e marzo.

Di pari passo anche gli investimenti, le esportazioni e le importazioni di beni e servizi, sono diminuiti rispettivamente del 12,4%, 9,8% e 8,3%.

La paura del Coronavirus blocca la ripresa

Arrivati a questo punto, il periodo di recessione economica non verrà condizionato solo dalla presenza o meno di un lockdown. A giocare un ruolo fondamentale nelle scelte dei consumatori, in questo momento, c’è anche la paura.

Nonostante alcune eccezioni, infatti, non sembra bastare la riapertura delle attività, le scelte dei consumatori sono ancora influenzate dal Coronavirus. Come sostiene il capo economista Peter Hein van Mulligen: “Finché il Coronavirus sarà qui, i problemi per l’economia non finiranno”.

Paesi Bassi meglio della media europea

Sono tempi difficili, eppure la contrazione nei Paesi Bassi è stata inferiore alla media europea e a quella dei paesi vicini come Germania, Regno Unito e Belgio.

Tutta Europa, infatti, ha subito una forte contrazione nel secondo trimestre con la Germania alla quota record di 10,1%, la Francia con il 13,8%, la Spagna con il 18,5%, l’Italia con il 12,4% e il Regno Unito con il 20,4%.