Bar e ristoranti olandesi chiederanno nome e numero di telefono ai propri clienti

Dopo i tavoli a distanza di sicurezza, i dispenser di gel disinfettante e la richiesta di pagamento senza contanti, il settore horeca si appresta a un nuovo cambiamento dettato dalla pandemia di Coronavirus: la richiesta dei contatti ai propri clienti.

Bar, ristoranti, pub e gli altri esponenti di categoria – che in questi giorni stanno tornando un po’ alla “vecchia” vita – avranno il compito di chiedere ai propri clienti nome, cognome e un contatto, tuttavia sarà il cliente a scegliere se lasciare o meno queste informazioni al personale della struttura.

La misura si attua indipendentemente dalle dimensioni dell’attività e dal fatto che i posti siano all’interno o all’esterno. 

Cooperazione necessaria per monitorare la trasmissione del virus

La notizia, annunciata dal primo ministro Mark Rutte durante una conferenza stampa sulla situazione Coronavirus nei Paesi Bassi, era nell’aria da tempo, visto che lo stesso iter è già in uso in altre nazioni europee – per esempio in Italia.

Dato il numero crescente di positivi al Coronavirus nei Paesi Bassi delle ultime settimane, il governo olandese ha scelto questa misura per cercare di tenere sotto controllo i possibili casi di infezione e i focolai in tutta la nazione.

Poter rintracciare i clienti con cui è stato a contatto un soggetto positivo al Coronavirus, infatti, può permettere di arginare la diffusione dell’infezione.

Chiusura temporanea in caso di fonte accertata di infezione

Ricapitolando: se andiamo in un bar ci chiedono chi siamo e come poterci contattare in caso si scopra, in seguito, la presenza di soggetti positivi al Coronavirus.

Fin qui tutto chiaro, ma cosa fa il bar dopo?

Dopo una presenza accertata di infezione la struttura, nel rispetto delle regole per la sicurezza sanitaria nazionale, sarà costretta a chiudere fino a un massimo di due settimane.

Questa chiusura temporanea non vale solo per attività ristorative e ricettive, ma si applica anche a musei, cinema, parchi divertimento e a tutte le altre strutture ricreative.

Parola d’ordine collaborazione

Il primo ministro Mark Rutte ha poi sottolineato come sia importante il rispetto delle regole in questo momento storico, aggiungendo che “le persone possono ancora mangiare fuori e andare in bar con posti all’aperto, ma è bene sedersi in un posto fisso, prenotare in anticipo e fare un controllo sanitario”.

Con le seconde ondate che sembrano iniziare in tutta Europa, in questo momento è quanto mai importante non abbassare la guardia, cosa che il primo ministro Mark Rutte ha ribadito, confermando quanto sia “importante collaborare all’indagine sulle fonti e sui contatti tra soggetti positivi al Coronavirus” come accaduto per rintracciare i positivi del focolaio di Goes e Hillegom tra i visitatori di un bar nelle scorse settimane.